Il Commodore
Amiga
La storia del Commodore Amiga inizia nel lontano
1980, nei laboratori di ricerca dell'Atari. Jay Miner - hardware
designer - in quegli anni stava sviluppando i sistemi a 8 bit,
come il 2600,
il
400 e l'Atari 800. Queste macchine erano tutte basate sugli
stessi chip "custom" che gestivano grafica, audio
e display video. Fu proprio in quel periodo che lo stesso Jay
propose
all'Atari (allora leader nel settore dell'intrattenimento elettronico
casalingo) di sviluppare un nuovo computer che utilizzasse
tecnologia basata sul processore Motorola 68000.
Atari rifiutò il progetto, dedicando tutti i suoi investimenti
nel rafforzare il settore console che l'aveva portata al successo.
Questo fu un grande errore per l'Atari: nel 1984 quando ci
fu la crisi dei videogiochi, solo le aziende che avevano puntato
sui personal computer riuscirono a salvarsi dalla bancarotta.
Jay Miner, dopo il rifiuto da parte di Atari, decise sconfortato
di lasciare il suo posto di lavoro.

Jay Miner
Nel 1982 Jay incontra Larry Kaplan, un ex-collega
Atari che, come lui, aveva abbandonato l'azienda per fondarne
una in proprio ( la futura Activision).
I due decidono di unirsi
per costituire una nuova società informatica, stanchi del mercato
attuale che - a loro avviso - non proponeva all'utenza prodotti
innovativi. Larry Kaplan e Jay Miner avevano bisogno di soldi
per iniziare la loro nuova attività. Troveranno ben 7 milioni
di dollari grazie agli investimenti di tre dentisti della Florida
interessati al mercato dei videogiochi. Nasce così la Hi-Toro
con sede in Santa Clara (USA).
Non sono comunque tutte rose e fiori per la
nuova nata e Larry Kaplan finirà per abbandonare ben
presto l'azienda, lasciando la direzione del progetto a Miner.
Questo cambio
di testimone porterà al successo la Hi-Toro.

due prodotti della Hi-Toro: il Power-stick
e la Joyboard per Atari 2600
L'azienda aveva due gruppi di lavoro ben distinti.
Il primo si occupava esclusivamente di periferiche di gioco
e software per l'Atari 2600. Il secondo gruppo, più ridotto,
si occupava a tempo pieno ad un progetto chiamato in codice
"Lorraine". Il Lorraine doveva essere una super macchina
da gioco, con floppy da 3,5 pollici e una tastiera. Nonostante
Activision e Imagic fossero tra le aziende prescelte per un'eventuale
sviluppo di giochi per la nuova macchina, la Hi-Toro non disdegnava
l'idea di autoprodurre anche il software. Avere aziende
sviluppatrici esterne era comunque un'idea contro tendenza
per l'epoca. Infatti grandi nomi come Atari e Nintendo costituivano
internamente gruppi per lo sviluppo software, combattendo apertamente
gli sviluppatori esterni. La Hi-Toro, al
contrario, voleva che ci fossero centinaia di potenziali sviluppatori
software in giro per il mondo.
Jay Miner voleva che il suo prodotto fosse molto,
molto potente. Fu lui a spingere l'introduzione nella nuova
macchina ( e futuro Amiga) del modo HAM (Hold and Modify) che
consentiva l'uso di 4096 colori sullo schermo contemporaneamente.
L'introduzione di questa caratteristica sarà una carta vincente
nel futuro, quando Commodore Amiga si confronterà con i
computer concorrenti, come l'Atari ST.
Nel 1982 la Hi Toro cambiò il suo nome in "Amiga
Incorporated". Il cambio, che fu più una necessità che un desiderio
( esisteva già un'azienda che si chiamava Toro in Giappone
) aggiunse piccolo un tassello al successo dell'azienda. Il
termine Amiga fu scelto perchè suonava "amichevole", "familiare".
Un dato da non sottovalutare che fu apprezzato molto dal pubblico
fruitore che all'epoca era circondato da produttori di computer
con nomi strani, "tecnologici" e di difficile assimilazione.

Alcune immagini di come i progettisti
immaginavano il Lorraine definitivo
Il 1983 fu un periodo oscuro per i produttori
di videogiochi di prima generazione. Era chiaro che il mercato
stava per collassare e produttori e media si interrogavano
sul futuro del computer entertainment. Le aziende, anche quelle
più grandi, iniziarono a perdere soldi. Tanti soldi.
L'Amiga Inc. decise quindi di abbandonare per quanto possibile
il settore
di sviluppo periferiche e giochi per convogliare tutti gli
sforzi in quella che sembrava un'ancora di salvezza: il progetto
Lorraine. Furono convocati nuovi progettisti, il team di sviluppo
si divise in sezione hardware e sezione software. Jay Miner
era a capo dello sviluppo hardware, mentre Dale Luck e il suo
gruppo erano impegnati nel testare il sistema operativo. Alla
fine dell'anno i custom chip erano praticamente ultimati: Agnus
(Address Generator), Daphne (Display Adapter, poi chiamato
Denise) e Portia ( Porte e Audio, poi chiamato Paula).
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Nel 1984, dopo più di due anni di gestazione
il mondo ebbe la possibilità di vedere l'hardware
Amiga. In un tentativo di finanziare il progetto (Amiga
Inc. non navigava nell'oro) Lorraine venne mostrato al
Consumer Electronics Show a Chicago nel 1984. Per lo show
venne creato un programmino che mostrava sullo schermo
del Lorraine una sfera tridimensionale a scacchi bianchi
e rossi che ruotava e saltellava. La Boing Ball diventerà in
futuro un simbolo chiave del mondo Amiga. |
Nonostante il grande apprezzamento da parte
di tutti per il progetto Lorraine, L'Amiga Inc. non riuscì
a catturare nuovi investitori. L'Azienda era sul collasso e
cercò aiuto presso le grandi aziende dell'epoca, come
Sony, Apple, Silicon Graphics. Ma solo l'Atari (
allora controllata Warner ) si dimostrò interessata
al progetto partecipando allo sviluppo con un prestito di 500,000
dollari.
Ma purtroppo Atari giocava sporco. Le clausole
contrattuali stringevano l'Amiga in una morsa dalla quale non
poteva uscire e l'acquisizione totale del progetto
Lorraine da parte del gigante Warner era prossima. L'obiettivo
dell'Atari era di arrivare alla tecnologia a 16 bit prima di
Commodore (che all'epoca lavorava ad un progetto Unix) e non
aveva alcun interesse a mantenere il team che stava lavorando
attualmente a Lorraine. Quelli dell' Amiga Inc. questo l'avevano
capito e, più o meno segretamente, si misero a cercare nuovi
acquirenti.
Nel frattempo Jack Tramiel, il fondatore di
Commodore lascia l'azienda e ne fonda una in proprio con l'obiettivo
di rilevare l'Atari dalla Warner. In pochissimo tempo il suo
progetto riesce e la Tramiel Technologies diventa Atari Corp.
Commodore fa immediatamente causa a Tramiel accusandolo di
aver "rubato" segreti aziendali per portarli nella concorrenza.
Tramiel, acquisito tutte le carte di Atari,
viene anche a conoscenza dell'accordo tra Amiga Inc e Atari
e del prestito di 500,000 che l'azienda aveva versato per
lo
sviluppo in esclusiva
di Lorraine. Tramiel scopre inoltre che Amiga Inc. per paura
di perdere il progetto stava cercando un nuovo compratore nella
Commodore.
Il risultato è che Tramiel ( sia per
vendetta, sia per tutelare gli interessi della sua nuova azienda
e impedire
che Lorraine finisse nelle mani della concorrenza ) fa causa
alla Commodore e a Jay Miner dell' Amiga Inc. accusandoli di
interruzione
di
contratto.
Atari
infatti
aveva
l'esclusiva
su Lorraine almeno finquando l'Amiga inc. non fosse riuscita
a sanare il prestito di 500,000 dollari che le era stato anticipato.
Commodore inc. ci pensa su e si rende conto
che il gioco vale la candela. Paga il debito che Amiga aveva
nei confronti di Atari e rileva l'azienda che diventa una propria
sussidiaria dal nome "Commodore-Amiga Inc." Il risultato
di questo fortunoso salvataggio è linfa vitale al progetto
Lorraine. Il progetto viene affinato, modellato e aggiornato.
Lorraine
diventa
un vero e proprio computer con tecnologia
e risorse strepitose per l'epoca. La memoria venne raddoppiata
e anche dal punto di vista estetico il computer venne reso
più snello e "moderno".
Commodore aveva capito di aver trovato una potenziale
miniera d'oro nel progetto Lorraine. L'ingresso nel mondo a
16bit dell'azienda era garantito.
Commodore investì molto nella progettazione software della
nuova macchina, chiedendo a diversi sviluppatori esterni di
costruire un vero e proprio sistema operativo guidato da mouse
per la nuova macchina.
E Jack Tramiel e la sua Atari cosa facevano
mentre Commodore si occupava del futuro Amiga? Decisamente
ferito per la sconfitta iniziale Tramiel progetta, realizza
e produce un computer a 16 bit
- l'Atari ST - in tempi record.
L'utilizzo di tecnologie forse meno all'avanguardia e l'adattamento
di software pre-esistenti resero la progettazione del nuovo
computer Atari più semplice del futuro Amiga, favorendo
un'ingresso nel mercato parecchi mesi prima del concorrente. |
Atari ST |
Il Commodore Amiga 1000 fece il suo debutto
11 mesi dopo l'accordo Commodore - Amiga Inc. Fu una presentazione
spettacolare, al Lincoln Centre a New York. C'erano Andy Warhol
e Debbie Harry (cantante di Blondie) a mostrare le capacità
del
nuovo supercomputer con programmi grafici e musicali.

Amiga 1000
Quando arrivò sul mercato l'Amiga 1000 costava
davvero parecchio, $ 1500, e fini per occupare la zona di mercato
dei computer di fascia alta, allora dominata dai Macintosh.
L'Atari
ST al contrario, costava circa la metà, e fece molta meno fatica
a conquistarsi una fetta di mercato anche grazie a grossi errori
commerciali di Commodore. L'Amiga 1000 infatti, non venne mai
adeguatamente promossa come macchina per utilizzo professionale,
ma spinta esclusivamente come alternativa all'Atari ST.
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